Associazione Italiana Insegnanti di Geografia - Sezione di Varese
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Andar per Giudicarie

venerdì 30 giugno 2006, di Valeria Mobiglia

Sezione di Milano, 18-19 giugno 2006. Andar per Giudicarie. Escursione organizzata dal prof. Alessandro Schiavi, con la guida scientifica del prof. Bruno Parisi.

Il prof. Parisi, tornato a vivere nel paese d’origine della sua famiglia, Lomaso, nelle Giudicarie Esteriori, ci accoglie in gran forma a Tione, in Val Rendena, presentandoci subito il complesso territorio denominato Le Giudicarie: un insieme di valli, pianori e montagne, situate all’estremità sud-occidentale della provincia di Trento che include l’alto bacino del fiume Chiese, fino al suo sbocco nel lago d’Idro ed il bacino del fiume Sarca, immissario del lago di Garda. Il toponimo indica che queste valli dall’XI secolo furono a lungo rette da uno Judex, vicario del Principe – Vescovo di Trento. La prima tappa è in Val Genova, una valle alpina laterale che si diparte da Carisolo. Situata nel settore orientale del Parco Adamello-Brenta, presenta un profondo solco vallivo a modellamento glaciale: il programma è di raggiungere la piana di Bédole con il pullman, dove si possono osservare i ghiacciai che scendono dalle vedrette del Mandron e della Lobbia, l’area glaciale più estesa delle Alpi italiane ( 18 Kmq ghiacciaio dell’Adamello –Mandron). La direzione del parco tuttavia non autorizza ancora il transito automobilistico estivo della valle, dobbiamo ripiegare quindi su una breve escursione a piedi per raggiungere la cascata del Nardis: l’acqua, proveniente dal ghiacciaio della Presanella, scroscia con un salto di 130 metri. Grazie alle battaglie ambientaliste degli anni sessanta la Val Genova ha le acque ancora libere, selvagge, non domate dagli impianti idroelettrici: d’inverno la cascata del Nardis diventa una colonna di ghiaccio durissimo, vetrato e azzurro, paradiso degli arrampicatori. Ritornati in Val Rendena saliamo oltre Madonna di Campiglio al Campo Carlo Magno a 1681 metri. Qui ammiriamo le Dolomiti del Gruppo del Brenta con le caratteristiche rocce dove si legge bene la sedimentazione orizzontale dell’antico fondo marino, poi saliamo fino a Malga Zeledria a 1767 metri, e visitiamo il piccolo caseificio che lavora il latte prodotto dalla mandria di mucche che pascola lì intorno. Scendiamo percorrendo Val Algone, costeggiando un’ antica vetreria che sfruttava per la lavorazione la roccia quarzifera testimonianza, insieme alla dismessa filanda di seta a Lomaso, dello sviluppo industriale in queste vallate, legato alle materie prime locali. Ci soffermiamo alla cascata del Rio Bianco con accanto il percorso dell’Orto botanico che offre le peculiarità della flora alpina. Attraversando Stenico ammiriamo il Castello, centro della vita giuridica ed amministrativa della Judicaria Summa Laganensis, sede medievale del Capitano vescovile e residenza del Principe Vescovo di Trento. La giornata seguente è dedicata all’esplorazione dell’Ecomuseo della Judicaria, di cui il prof. Parisi e la gentile signora Luisa sono appassionati divulgatori. Ci soffermiamo in particolare sulla tipica abitazione rurale: una casa di grandi dimensioni, molto solida, sovente allineata ad altre in un blocco plurifamiliare: il basamento è in pietra, con grandi portali e loggiati, la sovrastante struttura è interamente lignea, con ampie rastrelliere per l’essicazione dei prodotti. Una particolare caratteristica è l’arco-ponte che collega la strada al fienile, con un percorso abbastanza ampio da agevolare lo scarico del fieno direttamente dal carro agricolo. Fino agli anni ’30 del secolo scorso la copertura era realizzata con paglia di segale: grazie ad un progetto dell’università di Trento verrà ricostruita in un’area museale un maso con questo tradizionale tetto in paglia. Nel chiostro francescano abbiamo visitato una mostra fotografica che documenta la vita rurale di questi borghi e l’importante emigrazione americana che ha caratterizzato la popolazione di queste vallate. Sempre il chiostro del convento di Campo Lomaso è parte dell’itinerario del Parco del poeta Giovanni Prati, che qui nacque nel 1814 e trascorse la giovinezza in luoghi a lui molto cari e di grande suggestione. Un altro luogo che esploriamo con attenzione è il sito palafitticolo della torbiera di Fiavè: il biotopo dell’antico lago glaciale di Carera, oggetto di sistematiche indagini del Museo tridentino di Scienze Naturali e dei Beni Archeologici della provincia di Trento, è documento di vita preistorica con insediamenti su palafitte, risalenti al 2300 a.C., nell’età del Bronzo. Fotografiamo i tronchi che emergono dall’acqua in sorprendenti condizioni di conservazione, dopo aver visitato il piccolo museo di Fiavé dove sono state ricostruite le palafitte con un funzionale ancoraggio di tronchi disposti in orizzontale in acqua. Dopo pranzo concludiamo la visita alle Giudicarie visitando un breve tratto del Parco fluviale con la forra del Limarò e percorrendo il vasto e riposante Parco urbano della fonte termale di Comano, che sgorga a temperatura costante di 27° dalle profondità delle dolomie del Gruppo Brenta, ed ha notevoli capacità terapeutiche nella cura delle malattie dermatologiche. Molto resta ancora da esplorare di queste valli, il prof. Parisi ci parla del parco dei Castelli e dei Palazzi, delle antiche Pievi, degli affreschi dei pittori itineranti Baschenis, del parco dei terrazzamenti, con gli oliveti più a nord d’Europa, della Via del Vino e dei Sapori, con prodotti tipici tradizionali come la ciuiga, salamella affumicata di suino, la carne salada, il formaggio Spressa, la patata di Lomaso e la noce del Bleggio... tutto ciò merita un’altra escursione scientifica, a partire dalla selvaggia,e per ora irraggiungibile, Val di Fumo!

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